giovedì 22 ottobre 2020

Il merlo muto

Il silenzio strozza la mia voce,
la mia melodia è morta,
la mia musica è sparita.
Apro e chiudo il becco
parlo, canto, urlo
ma nessun mi ode.
Le ali son pesanti,
le piume di fango,
annego gridando in silenzio.
Di me diranno:
"Qualcuno è morto".

Storia della poesia:
questa poesia risale al 18 gennaio 2020, la scrissi pensando a tutte quelle persone che soffrono e che non riescono a raggiungere i loro obbiettivi per ragioni di cui non hanno il controllo. Queste persone chiedono aiuto ma non possono essere udite (o semplicemente vengono ignorate) e così rimangono anonimi che semplicemente spariscono. Nessuno si ricorderà di loro e nessuno si preoccuperà della loro scomparsa.
Spesso ignoriamo le persone che stanno male, spesso ignoriamo quelli che soffrono e preferiamo sigillare i nostri "castelli" e restare da soli occupandoci solo della nostra felicità, spalando intanto merda su chi non riesce a farcela.
Non voglio fare la predica e non sto dicendo che dobbiamo essere dei Santi, nessuno lo è e nessuno lo può essere (come diceva Kant) ma essere altruisti, preoccuparsi di ascoltare i problemi degli altri e mostrare empatia non è una cosa sbagliata, anzi, in questo mondo così freddo e meccanico è un gesto più che di umanità, di intelligenza.

La prima pagina di questo blog

 Questa è la prima pagina di questo nuovo blog che ho deciso di aprire. Si descrive da solo (un po' come il mio canale) come potete vedere ma comunque, giusto per palesare ovvio, ecco cosa troverete qui: storie, poesie e tante seghe mentali. Ora che abbiamo rotto il ghiaccio possiamo pulire il pavimento e iniziare questa fantastica avventura 😮(che con molta probabilità finirà o con il farci sorridere o con il farci deprimere).